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Storia della Domus dalla fondazione

Per iniziativa della Società Italiana per il Progresso delle Scienze veniva istituito nel 1938 un comitato presieduto da Giovanni Gentile, con il compito di elaborare un progetto per la costituzione di un istituto in onore di Galileo Galilei.
I risultati dei lavori del comitato, illustrati da Gentile il 15 Ottobre 1939, nell'Aula Magna dell'Università di Pisa, prevedevano tra gli scopi del nuovo ente, sia la raccolta di pubblicazioni antiche e moderne su Galileo e la sua scuola, sia la promozione e il coordinamento degli studi di storia della scienza relativi all'illustre scienziato e al movimento scientifico che a lui si riconnette. Tali proposte, accolte poi nello Statuto, furono convertite in legge e pubblicate con l'atto di fondazione nella Gazzetta Ufficiale del 22 Ottobre 1941.

Come sede della DOMUS GALILÆANA fu scelto un edificio posto tra la casa di Pacinotti e quella di Gabba e che, se non direttamente legato alla vita di Galileo, aveva tradizionalmente ospitato varie istituzioni scientifiche come l'Osservatorio Astronomico, la Biblioteca Universitaria e dal 1831 al 1930 il Gabinetto di Chimica.

Il precedente Osservatorio Astronomico venne realizzato dopo che scienziati come Padre Guido Grandi, professore di matematica all'Università di Pisa, ne avevano sostenuto la necessità e grazie all'interessamento di Monsignor Gaspare Cerati, provveditore dell'Università. I lavori iniziati nel 1734 proseguirono tra molte difficoltà e solo nel 1746 fu possibile utilizzare la Specola. Questa nuova costruzione, edificata su disegno di Giulio Foggini, era costituita da una torre a cinque piani, innalzata sul fianco del palazzo, attuale sede della DOMUS, che dà su Vicolo Galvani. La scarsa stabilità che la torre andò subito mostrando ed il successivo avvallamento nonostante gli interventi di risanamento, ne obbligarono la demolizione nel 1826 .

A sottolineare la nuova destinazione dell'edificio venne posto sulla facciata lo stemma della famiglia Galilei, una scala a tre pioli. L'Istituto ebbe all'inizio il carattere quasi esclusivo di biblioteca specializzata, costituita da un fondo di libri dati in deposito dalla Biblioteca Universitaria. A questi si aggiunse la biblioteca di Antonio Favaro (1847-1922), professore di Meccanica Razionale a Padova e curatore dell' Edizione Nazionale delle Opere di Galileo, ricca di tutta la corrispondenza relativa alla preparazione della stessa. Ad integrare il carteggio Favaro pervenne poi alla DOMUS quello di Isidoro del Lungo (1841-1927), consulente letterario dell'Edizione Nazionale.

Quasi negli stessi anni la DOMUS acquisì la biblioteca con l'archivio di Antonio Pacinotti (1841-1912), professore di fisica all'Università di Pisa e inventore della dinamo e del motore elettrico.
Il fondo Pacinotti comprendeva anche una collezione di stumenti scientifici che l' istituto ha conservato in deposito fino a qualche anno fa. Successivamente il patrimonio bibliografico si arricchì di libri e manoscritti di storia dell'astronomia di Pio Emanuelli (1888-1946), di una collezione di lettere scritte dall'astronomo Giovanni Virgilio Schiaparelli (1853-1910), contenenti numerose annotazioni relative alle sue osservazioni su Marte e di vari documenti riguardanti l'attività scientifica di Fermi.

Quest'ultimi lasciati da Fermi, al momento della sua partenza nel 1938 per gli Stati Uniti, al suo collaboratore Edoardo Amaldi, costituiscono gran parte degli appunti manoscritti (1926-1937) presi dallo scienziato negli anni precedenti e comprendono anche tutti i registri degli esperimenti eseguiti a Roma dal 1934 al 1937 con i suoi collaboratori.
Edoardo Amaldi nel 1956 ne faceva dono alla DOMUS GALILÆANA, mettendo così a disposizione degli studiosi di storia della scienza una tra le documentazioni più importanti per la storia della Fisica del nostro tempo. Ad integrare questa raccolta, venivano poi donati dalla vedova dello scienziato, Laura Fermi, altri appunti manoscritti, sempre relativi all'attività svolta durante la permanenza in Italia.

Un'altra importante raccolta manoscritta inerente la Fisica è costituita dai quaderni di appunti vari e dalle lezioni del corso che Ettore Majorana tenne a Napoli nel 1938.

Nell'ambito delle raccolte manoscritte è da segnalare la presenza di due lettere di Galileo, una autografa a Frà Paolo Sarpi, con la prima formulazione (1604) della legge di caduta dei gravi, e in copia coeva solo la seconda parte dell'altra, indirizzata a Vincenzo Giugni, riguardante un dono, una collana d'oro, da parte del Gran Duca di Toscana Cosimo II a Galileo. I preziosi apporti che con il passare del tempo andarono ad accrescere il patrimonio librario dell'Istituto, superarono i limiti cronologici del periodo galileiano e furono stimolo ad ampliare la consistenza libraria anche ad altri settori della scienza. A ciò si unì anche un'attività editoriale specializzata comprendente la pubblicazione della rivista internazionale di storia della scienza " Physis", e di varie collane di pubblicazioni di testi scientifici (di Mossotti, di Paolo dell'Abaco, di Galileo, dell'Accademia del Cimento, ....),di studi storici (su Volta, Leonardo, Galileo,...), e di atti di congressi.

Nel 1964 le celebrazioni del Centenario Galileiano suscitarono o risvegliarono nella cultura italiana un vasto interesse per la storia della scienza, che ebbe un notevole influsso sull'attività della DOMUS GALILÆANA: l'Istituto, alle tradizionali iniziative editoriali ed organizzative di convegni e giornate di studio, aggiunse un'ampia attività didattica, rivolta al perfezionamento di giovani laureati nel campo della storia delle scienze.

Dal 2002 ai sensi del D.L. 419/99 l'Istituto si è trasformato in Fondazione di diritto privato.